
GIOCO FISICO, SCADUTA LA DELEGA PER IL RIORDINO: COSA RESTA APERTO PER AWP, VLT E SALE GIOCO
Il 29 agosto 2026 è scaduto il termine della delega fiscale senza che sia stato completato il riordino del gioco pubblico nella sua componente fisica. Per il comparto terrestre si apre quindi una fase particolarmente delicata: la riforma del gioco a distanza è stata realizzata, mentre resta da definire il nuovo assetto organico di AWP, VLT, gaming hall, scommesse, bingo e rete dei punti di raccolta.
Per gli operatori il punto centrale non è soltanto il mancato arrivo di un nuovo decreto. È soprattutto ciò che rimane irrisolto: distribuzione territoriale dell’offerta, rapporto tra Stato ed enti locali, caratteristiche dei punti di gioco, futuro delle concessioni e razionalizzazione della rete fisica.
LA DELEGA È SCADUTA IL 29 AGOSTO
La legge 9 agosto 2023, n. 111 aveva affidato al Governo il riordino delle disposizioni in materia di giochi pubblici nell’ambito della riforma fiscale.
Il termine originario della delega è stato successivamente esteso dalla legge n. 120/2025 da 24 a 36 mesi dall’entrata in vigore della legge delega, portando la scadenza al 29 agosto 2026.
L’articolo 15 indicava principi di notevole rilevanza per la rete terrestre: tutela dei soggetti vulnerabili, caratteristiche minime dei luoghi nei quali viene offerto il gioco, evoluzione degli apparecchi, concertazione tra Stato, Regioni ed enti locali sulla distribuzione territoriale e sulle distanze dai luoghi sensibili, razionalizzazione delle reti di raccolta e progressiva concentrazione dell’offerta in ambienti sicuri e controllati.
Il riordino complessivo previsto per il terrestre, tuttavia, non è stato completato entro il termine della delega.
IL GIOCO ONLINE È STATO RIORDINATO, IL TERRESTRE NO
La differenza tra i due comparti è oggi particolarmente evidente.
Per il gioco a distanza è intervenuto il decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, che ha introdotto il nuovo quadro normativo del settore online.
Per la rete fisica non si è invece arrivati a un equivalente provvedimento organico.
Questo significa che non nasce automaticamente, dalla scadenza del 29 agosto, un nuovo regime per sale, AWP o VLT. Al contrario, continua il quadro vigente, mentre rimangono da affrontare attraverso nuovi interventi legislativi i nodi che la delega avrebbe dovuto ricomporre.
COSA RESTA APERTO PER LA RETE FISICA
Per gaming hall, gestori ed esercenti la questione più importante è quindi ciò che dovrà accadere dopo la scadenza della delega.
Tra i temi ancora centrali figurano la pianificazione territoriale dei punti di offerta, le distanze dai luoghi sensibili, il coordinamento con le discipline regionali e comunali e il futuro assetto numerico e qualitativo della rete.
Sono questioni che incidono direttamente sulla possibilità di programmare investimenti, aperture, trasferimenti e gestione delle attività nel medio periodo.
Il tema delle concessioni aggiunge un’ulteriore variabile.
La legge di Bilancio 2025 ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 le concessioni in scadenza relative a bingo, scommesse e realizzazione e conduzione delle reti telematiche degli apparecchi da intrattenimento.
Il settore si trova quindi con una scadenza concessoria importante a fine anno, senza che sia stato completato il nuovo quadro organico previsto per la rete terrestre.
NESSUN NUOVO OBBLIGO AUTOMATICO PER SALE E GESTORI
È importante distinguere la conseguenza politica e regolatoria della scadenza dagli effetti immediatamente operativi.
La mancata emanazione del decreto di riordino non introduce di per sé nuovi obblighi per gaming hall, gestori o esercenti e non cancella automaticamente le disposizioni attualmente vigenti.
Gli operatori devono quindi continuare ad applicare il quadro normativo esistente e le relative discipline nazionali e territoriali.
La conseguenza più rilevante è piuttosto l’incertezza sulla configurazione futura della rete.
IL NODO STATO-TERRITORI RESTA CENTRALE
Uno degli obiettivi più significativi indicati dalla delega era la ricerca di forme di concertazione tra Stato, Regioni ed enti locali sulla pianificazione dei luoghi fisici di offerta.
Per il settore terrestre questo rappresenta da anni uno dei problemi strutturali più rilevanti.
Distanziometri, luoghi sensibili, orari e differenti normative territoriali hanno prodotto condizioni operative non uniformi tra aree diverse del Paese.
Un riordino nazionale avrebbe dovuto contribuire a costruire un quadro maggiormente prevedibile anche per gli investimenti degli operatori. Con la scadenza della delega senza il relativo decreto, questa esigenza rimane sul tavolo.
COSA SUCCEDE ADESSO
Il dossier del gioco fisico non può essere considerato chiuso.
Per completare una riforma organica del comparto sarà necessario individuare un nuovo percorso legislativo, mentre la scadenza delle concessioni prorogate al 31 dicembre 2026 rende i prossimi mesi particolarmente importanti.
Per gli operatori della rete terrestre la priorità è quindi seguire non soltanto eventuali nuovi provvedimenti ADM, ma soprattutto le iniziative legislative che potranno definire il percorso successivo.
La questione non è più soltanto quando arriverà il riordino. È con quale strumento normativo verrà ripreso e quale modello verrà scelto per la futura rete fisica del gioco pubblico italiano.
Fonti
- Parlamento italiano — Legge 111/2023 e stato delle deleghe.
- MEF/DEF — art. 15 L.111/2023.
- Gazzetta Ufficiale — Legge 120/2025.
- Normattiva — Legge 207/2024.
